A diciannove anni ho imparato a far sparire una carta da un mazzo, e a farla ricomparire dove nessuno se lo aspettava. Da qualche anno restauro vecchie moto — cinquantini dimenticati nei garage, una Gilera nera e rossa che fu di mio nonno. E da sempre, per lavoro, aiuto le persone a costruire un rapporto sereno con i propri risparmi.
Tre mondi che sulla carta non si parlano. Ma se li guardo da vicino, mi hanno insegnato la stessa cosa, in tre lingue diverse.
Un mazzo di carte mi ha insegnato che quasi nulla è davvero impossibile — basta capire come funziona il trucco, e allenarsi finché la mano non sbaglia più. Una moto d'epoca mi ha insegnato la pazienza: che quasi nulla si rompe all'improvviso, che quasi tutto si può sistemare, e che il vero lavoro è saper cogliere i segnali prima che diventino un guasto. E la finanza mi ha insegnato che tra queste due lezioni — l'audacia di credere che tutto sia possibile, e la pazienza di leggere i segnali prima che diventino un problema — si gioca ogni buona decisione, che si tratti di un portafoglio o di una vita.
Non sono tre persone diverse. Sono la stessa persona, che continua a imparare le stesse cose, da posti diversi.