“Un gruppo di esperti fu invitato a discutere del futuro della città di New York nel 1860. E nel 1860, questo gruppo di persone si riunì e ipotizzò cosa sarebbe successo alla città di New York nei 100 anni successivi e la conclusione fu unanime: la città di New York non sarebbe esistita 100 anni dopo. Perché? Perché analizzarono la curva di crescita della popolazione e dissero che, se la popolazione fosse cresciuta a quel ritmo, per spostare la popolazione di New York sarebbero stati necessari 6 milioni di cavalli e il letame creato da 6 milioni di cavalli sarebbe stato impossibile da gestire.
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Nel giro di 40 anni, nel 1900 negli Stati Uniti d’America, c’erano 1001 aziende produttrici di automobili. L’idea di trovare una tecnologia diversa aveva preso il sopravvento e c’erano piccolissime fabbriche in zone isolate. Dearborn, Michigan. Henry Ford.”
Questo è un estratto del bellissimo TED Talk di Ernesto Sirolli.
Ho riportato questo estratto perché mi è capitato più di una volta di parlare con persone tutt’altro che ottimiste, che vedono il futuro solo nero (al più, grigio scuro). Io, che invece sono un ottimista, ho trovato questa storia (seppure immaginaria) una simpatica metafora di come spesso la capacità umana di fare previsioni sul futuro sia molto limitata e la fiducia negli “scienziati” sia spesso sopravvalutata.
Gli imprenditori, come dice Sirolli, sono la vera fonte inesauribile di idee e progresso.
Il progresso non arriverà dalle università, dai governi, dai “think tank” (pensate alla sfida tra i fratelli Wright e Samuel Pierpont Langley citata in un altro famosissimo TED talk da Simon Sinek, nel tentativo di realizzare la prima “macchina volante”) ma si sprigionerà dalla visione, dalla voglia e dal “perché” imprenditoriale.
Non tutti possono essere imprenditori, c’è chi semplicemente non è tagliato per farlo e chi non se la sente di dedicare la propria vita ad un’impresa (termine quanto mai azzeccato). Ma è importante renderci conto che supportare chi si impegna in questo senso non è solo un modo per creare occupazione, PIL… ma anche per garantirci un futuro migliore, evitando di finire nel letame fino al collo.
