La scorsa settimana si è chiusa con una discesa del Nasdaq che ha spaventato molti investitori (vedi l’articolo di Forbes)
Gli amanti del data dredging si sono sbizzarriti: si tratta della prima volta dal crollo delle “dot-com” che il Nasdaq apre positivo e chiude negativo (link qui).
Ah, ma pensa. Non so come abbia fatto a dormire fino ad ora (nota: confesso di non aver controllato, lo trovo ovviamente ininfluente).
Il colpevole sarebbe Netflix: una azienda che è cresciuta tantissimo negli ultimi anni. Squidd Game è stato il più grande successo televisivo del 2021 e altri sono seguiti (Red Notice, Don’t Look Up, Strappare lungo i bordi in Italia). Fioccano nominations a Emmy e Oscar.
I nuovi clienti continuano ad aumentare, ma meno rispetto agli anni passati (e le attese). Questo è il peccato capitale che avrebbe fatto cambiare idea al mercato. Sembra non rilevare il fatto che, nonostante il rallentamento delle sottoscrizioni, il margine operativo sia cresciuto dal 7% del 2018 al 21% del 2021 e che in generale l’azienda non sia messa proprio malissimo finanziariamente parlando (è ironico, se volete guardare gratuitamente alcuni indicatori, date un occhiata a Yahoo Finance)
C’è qualcosa che si può imputare di aver fatto male al management di Netflix?
A mio giudizio no: prodotti stupendi per i clienti (non dimentichiamoci che nel lungo periodo questo è un fattore determinante per il successo di una azienda), margine operativo in crescita, clienti che continuano a salire (un po’ di rallentamento mi sembra comprensibile, non dico si sia raggiunto il plateau, ma non trasformerei un rallentamento in una tragedia).
Il mercato però ha penalizzato Netflix, con un -20% intraday, rimandandolo al valore del 2018.
Com’era messa quell’anno la società? Nel 2018 Netflix aveva 130 milioni di utenti, 14$ miliardi di ricavi, 900$ milioni di utile netto. A fine 2021 ha 222 milioni di utenti, 30$ miliardi di ricavi e 5,1$ miliardi di utile netto.
70% dei clienti in più, il doppio dei ricavi, 5x l’utile.
Risultato: -21%.
Perchè?
La vera ragione non credo sia nei numeri dell’azienda (e in particolare nel mancato raggiungimento di un target clienti dichiarato), quanto piuttosto nel fatto che il mercato si sia semplicemente accorto di non poter/voler pagare più i multipli che accettava fino a qualche anno fa. La prima vittima per questa “doccia di razionalità” è stata Netflix.
Nel 2018 il mercato era disposto a pagare per Netflix un P/E di 276x. Oggi Netflix scambia ad un P/E di 36x.
Economico? No, ma ci si è almeno resi conto dell’anomalia e la stiamo facendo rientrare.
Concludo con due riflessioni:
1) Il trader fai da te? L’80% è in perdita
Quando leggo che l’80% dei trader perde denaro mi domando semplicemente: qualcuno di loro aveva la minima idea dei numeri qui sopra?
Sapeva che stava comprando una azienda a 276 volte i ricavi?
O semplicemente gliel’aveva consigliata suo cugino al bar?
2) Ho come l’impressione che il 2022 sarà l’anno del value, dei paesi emergenti e più in generale un anno in cui una gestione attiva, fatta con senno, sarà fondamentale per gli investimenti dei risparmiatori.
“Don’t confuse a genius with a bull market“
