
In questa newsletter vi riporto 2 dei 5 consigli che il sito VisualCapitalist.com ha raccolto in una bellissima infografica, aggiungendo qualche commento personale (e per chi vuole, in fondo all’articolo, c’è un piccolo regalo 🎁…). Nelle prossime settimane vi manderò la seconda parte (questo mese riceverete quindi due email, spero non me ne vogliate).
In momenti di forte incertezza, come quelli che stiamo vivendo, può essere utile ripercorrere insieme alcune perle di saggezza dei migliori investitori della storia.
- “La qualità più importante per un investitore è il temperamento, non l’intelletto” lo dice Warren Buffett, affiancandosi alla citazione del suo maestro, Ben Graham che diceva “il peggiore nemico di ogni investitore è se stesso”.
Quando la paura fa capolino negli investitori, gli scambi aumentano freneticamente: in quel momento siete certi che la razionalità sta venendo meno ed è il panico a guidare gli scambi!
Occhio a voler afferrare un coltello che cade. Operare in quei mercati è difficile per i professionisti, difficilissimo se siete semplici risparmiatori…
Interessante a tal proposito il capitolo “Fluttuazioni” nel libro “Business Adventures” di John Brooks (un vecchio libro che nel 1991 lo stesso Buffett segnalò a Bill Gates come uno dei migliori libri di sempre sul business) in cui si racconta come il ritardo del nastro delle telescriventi di borsa fosse -ancora negli anni ’60- sintomo di iper-attività sui mercati e dunque spesso di irrazionalità.
Segnalo che il capitolo in questione si chiude con la citazione di un anonimo uomo d’affari, che in merito al rischio di un nuovo 1929 disse:
“Sì, ero preoccupato ma non mi è mai venuto in mente di essere alla vigilia di una nuova seconda depressione. […] Oggi il governo sa di dover prestare attenzione alle esigenze del mondo economico, mentre nel 1929 non era affatto così. Non ci saranno mai più uomini d’affari ridotti a vendere mele agli angoli delle strade. E chi mi chiede se potrebbe succedere di nuovo rispondo che sì, ovviamente potrebbe. Magari adesso, per un anno o due, i mercati saranno più prudenti, dopodiché ci potrebbe essere un’altra bolla speculativa, seguita da un nuovo crollo, e via di seguito, finché il buon Dio si deciderà a renderci meno avidi”.
Suona familiare?
2- “L’investitore dovrebbe comportarsi da investitore e non da speculatore” di Benjamin Graham.
La differenza tra investitore e speculatore è determinante. Spesso ci diciamo investitori, ma ci comportiamo da speculatori. Da questo disallineamento nascono dolori.
Buffett (sono sempre questi due signori a passarsi la palla su questi temi) dice che “il problema delle persone è che nessuno vuole diventare ricco lentamente” e io sono d’accordo con lui. Le persone dicono di volere sicurezza, poco rischio, garanzie… salvo poi andare “all-in” con scommesse di qualche tipo, nella speranza di svoltare da un giorno con l’altro.
Il grafico mostra l’effetto dell’interesse composto applicato su un investimento di 200$ mensili ad un tasso del 7%, che dopo 11 anni generano interessi maggiori del capitale versato annualmente.
Graham diceva “fate investimenti come se doveste acquistare una partecipazione in una impresa non quotata”, perchè questo vi aiuterà a non cedere alla speculazione (nel libro “L’Investitore Consapevole” parlo delle “catene di Ulisse” come una soluzione per questo problema: puoi scaricare gratuitamente l’estratto del libro qui 🎁)
Quel suggerimento rimane assolutamente valido, ma oggi oltre ad acquistare sui mercati quotati con quella logica è anche possibile investire (in maniera strutturata e professionale) direttamente in imprese non quotate tramite veicoli di Private Equity e Venture Capital finalmente accessibili anche per clientela retail.
A presto, con la seconda parte di questa newsletter!
