Avete mai provato a fare il cubo di Rubik?

Ci siete mai riusciti?

Una buona percentuale di voi avrà risposto “sì” alla prima domanda e “no” alla seconda. Credo che un risultato analogo lo otterremmo se chiedessimo all’italiano medio se ha mai guadagnato con l’investimento fai da te in borsa.

Eppure sappiate che esistono parecchie persone in grado di risolvere il cubo di Rubik (a) costantemente, (b) velocemente e (c) senza difficoltà.

Si chiamano “speed cuber” e quello che segue è il video del ragazzo che ha fatto il record di speed cubing nel 2016 (non so se sia ancora il detentore del titolo, ma poco conta) impiegando 4,76 secondi per risolvere il cubo.

Il risultato ottenuto da tutti questi “speed cuber” non è -evidentemente- frutto della fortuna, quanto piuttosto di un preciso metodo di risoluzione che viene diligentemente seguito.

I metodi (perché in realtà ne esistono più di uno) si trovano con una semplice ricerca su Google; a questo link trovate la spiegazione di Wikipedia.

Anche negli investimenti, come nel cubo di Rubik, se non si ha un metodo si corre il serio rischio di sprecare tempo e non raggiungere i risultati sperati.

Purtroppo, a differenza del cubo di Rubik, i metodi non possono garantire il 100% di risultati positivi e comunque non hanno la stessa velocità di risultato, ma ciò nonostante meritano di essere studiati con la stessa attenzione con cui gli speed cuber studiano i loro puzzle.

Occuparsi di wealth management significa offrire consulenza su tutti gli ambiti patrimoniali del cliente (wealth planning, mondo aziendale, immobiliare, aspetti pensionistici e previdenziali..) ma come riporta anche il World Wealth Report 2017 di CapGemini, i servizi più importanti che un cliente richiede al suo wealth manager sono la gestione degli investimenti ed il financial planning.

Per questo, pur mantenendo gli occhi aperti in termini di prodotti e servizi innovativi offerti ai clienti, non dobbiamo scordarci il “core” del nostro lavoro ed i metodi che negli anni hanno superato la prova del tempo e costituito un importante elemento di fidelizzazione e soddisfazione dei clienti.

Uno di questi metodi si chiama “piano di accumulo” (PAC). Non si tratta certo di una soluzione innovativa e spesso -purtroppo- questa soluzione viene trascurata dai wealth manager e dai consulenti finanziari più importanti perché considerata “banale” e “inadatta” per un HNWI.

Nulla di più sbagliato #backtobasic!

Partiamo da alcuni dati: una recente analisi di Deutsche Asset Management su una strategia PAC di 36 mesi applicata all’MSCI World nei periodi 2008-2010, 2011-2013 e 2014-2016 rileva che i PAC avrebbero realizzato:

  • 1 volta su 3 la performance migliore in assoluto;
  • 3 volte su 3 avrebbero realizzato una performance positiva;
  • 3 volte su 3 avrebbero registrato una volatilità inferiore (circa la metà) di quella dell’MSCI World.

Esistono evidentemente molte altre analisi (su diversi mercati e diversi orizzonti temporali) ma la sostanza -mediamente- non cambia. Il PAC può talvolta non essere il miglior modo per ottenere la performance assoluta più elevata (se il mercato è in costante trend crescente, il PIC ovviamente sovraperforma il PAC) ma è spesso il modo corretto per avere performance positive con volatilità contenute. 

Tornando agli investitori: sappiamo tutti quanto, specialmente per la clientela HNW, l’esigenza principale sia la tutela del capitale e solo secondariamente arrivi la richiesta di un guadagno (tipicamente non necessariamente outstanding); il PAC sembra dunque raggiungere adeguatamente tale scopo.

In quei due casi in cui il PIC avrebbe reso più del PAC va poi ricordata la “funzione del valore”di Kahneman e Twersky:

“le perdite appaiono più consistenti dei guadagni, identici per valore assoluto. Cioè la pena che si prova nel perdere una somma di denaro è più grande del piacere che si prova nel vincere la medesima somma” 

Varrebbe dunque la pena che, accanto alle più sofisticate ed esclusive soluzioni di Wealth Management, ciascun di noi si ricordi “delle basi” della propria professione di consulente finanziario e torni con ritrovato ottimismo a proporre strumenti tanto semplici quanto efficaci.

Cubo risolto!

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