“Put your money where your mouth is” recita un detto americano, ovvero metti i tuoi soldi in quello in cui dici di credere, altrimenti rimangono solo parole.

Tra qualche settimana gli italiani saranno chiamati ad una ennesima prova di “italianità”, mettendosi potenzialmente le mani in tasca per acquistare il BTP Futura, attingendo con buona probabilità ad una parte di quei 1600 miliardi di Euro attualmente depositati sui conti correnti bancari.

Non c’è nulla di strano per un Paese nel richiedere un aiuto finanziario extra ai propri cittadini, lo hanno sempre fatto tutti (gli USA, a inizio del 1900, hanno addirittura potuto contare sul supporto di Harry Houdini -all’epoca il personaggio di gran lunga più famoso del mondo- per il collocamento dei loro “War-Bonds”, una sorta di “BTP americano finalizzato a sostenere lo sforzo bellico statunitense”) e non c’è ovviamente nulla di male per un cittadino nel voler sostenere il proprio Paese in un momento di difficoltà. Anzi..

Il punto è: qual’è il modo più efficace per farlo?

Supponiamo a titolo di esempio che tu, che stai leggendo queste righe, sia una persona (a) potenzialmente interessata ad investire parte della liquidità che detieni sul conto corrente (dai, non mi dire che non ne hai..), (b) interessata a sostenere l’Italia (nonostante le polemiche e le lamentele ami questo Paese e vorresti vederlo tornare ai fasti che lo hanno caratterizzato nel passato) ma (c) supponiamo anche che tu non sia disposto a farlo “ad ogni costo”. Il risparmio che oggi potresti decidere di investire è frutto del tuo duro lavoro di ieri ed è anche il risultato di una tassazione non propriamente leggera (applicata da quello stesso Stato che tu adesso stai nuovamente valutando di aiutare), quindi pretendi che ci sia un ritorno atteso adeguato (altrimenti diventa beneficenza) e che sia un aiuto reale al Paese, in altri termini che abbia effetti concreti!

Nel momento in cui sto scrivendo queste righe sono disponibili due strade diametralmente opposte:

1. Da una parte c’è il BTP Futura, un buono del tesoro pluriennale, della durata di 10 anni, emesso dallo Stato Italiano. Sottoscrivendo questo debito pubblico finanzi il nostro Paese che con questi soldi dovrebbe poi “fare cose” per farlo ripartire e crescere. Al momento un BTP di durata analoga (scadenza 1 agosto 2030) ha un rendimento lordo di 1,37%; il BTP Futura avrà un premio tra l’1% ed il 3% in funzione della eventuale crescita del PIL nominale nel Paese nel periodo 2021-2030. Questo eventuale premio verrà comunque riconosciuto solo a chi sottoscriverà il BTP Futura all’emissione e lo terrà fino a scadenza. (fonte: “Il Sole24Ore” di Sabato 20 Giugno 2020).

2. Dall’altra c’è la nuova possibilità di investire in Economia Reale, attraverso prodotti che investono direttamente nelle PMI del nostro Paese, sostenendole apportando capitali o finanziandole (a seconda dei prodotti a cui si fa riferimento). Questi investimenti, fatti attraverso prodotti dedicati gestiti da professionisti specializzati in questo mondo, consentono di supportare direttamente gli imprenditori che in questi anni sono riusciti a fare impresa (nonostante tutto e tutti), accompagnandone lo sviluppo e la crescita. Anche questi prodotti hanno, mediamente, una durata di investimento di 10 anni*.

Ora consentitemi alcune considerazioni:

  • Non voglio fare “il gufo” relativamente alla possibilità che il nostro Paese riesca (tra il 2021 e 2030) ad avere una crescita del PIL nominale tale da far “scattare” il premio previsto dal BTP Futura. Siamo positivi e diciamo che lo farà. Se così fosse, però, vi domando: chi pensate che genererà questa ricchezza? Non lo faranno forse le tante aziende virtuose e capaci presenti in Italia? E allora non sarebbe meglio essere direttamente soci di queste aziende, rispetto che essere detentori di una obbligazione statale che eventualmente mi pagherà un “premio” tra l’1% e il 3% se il PIL nel suo complesso dovesse crescere? Non vale forse la pena considerare un investimento nella modalità “2”?
  • Scommettere nella crescita del PIL nominale (occhio..) nel periodo 2021-2030 significa confidare nel fatto che le aziende virtuose riusciranno a produrre più valore di quanto ne distruggeranno le aziende non-virtuose. E’ normale che ci saranno sempre sia le une che le altre, ma nell’idea della crescita del PIL si accetta il concetto “mutualistico” che alcune aziende (storicamente in Italia sono le aziende private, PMI) con la loro crescita riusciranno a compensare l’operato di altre aziende (qui non credo di dover fare nomi… sono aziende che non sono riuscite a creare valore nemmeno quando l’economia tirava, pensiamo davvero che potranno farlo nel prossimo decennio?) che probabilmente non solo non creeranno valore, ma lo distruggeranno. Anche in questo caso, quindi, perché non valutare di investire direttamente in quelle eccellenze italiane che hanno sempre trainato la nostra economia, rispetto che confidare in una indiscriminata crescita del PIL? Perchè dunque non considerare un investimento nella modalità “2”?
  • Se pensate che quanto scritto fino ad ora sia di parte, date un’occhiata al video del MEF per il lancio del BTP Futura (sono solo 34 secondi..)

Di cosa parla il video? Non parla forse delle aziende italiane? Non parla forse di dare a loro il nostro sostegno?

E allora, diamolo a loro

Con Azimut, puoi farlo.

NOTA: è evidente che un BTP 10y ed un fondo di investimento alternativo chiuso siano due prodotti estremamente diversi. Lo sono dal punto di vista del profilo di rischio, della conoscenza ed esperienza necessari per poterli sottoscrivere.. è evidente! Il punto di questo articolo è semplicemente far presente che oggi esiste una alternativa, anche per importi ridotti. Una alternativa che ovviamente dovrà essere compresa a fondo, valutata e ponderata con il supporto di un consulente che aiuti il cliente a capire meglio i rischi e le opportunità dietro ciascun investimento. Ma rispetto ai tempi dei War Bonds di Houdini, oggi c’è un’altra strada disponibile e credo che sia giusto che gli Italiani valutino (avendo tutti gli elementi) che tipo di contributo dare allo sviluppo del loro Paese.

*i BTP Futura, a differenza dei prodotti che investono in economia reale a cui faccio riferimento, si possono vendere anche prima della scadenza dei 10 anni. Tuttavia, senza entrare in dettagli troppo tecnici, faccio notare che la volatilità di un BTP 10y è tale che spesso una vendita anticipata potrebbe generare perdite in conto capitale molto importanti.. oltre a questo, una vendita anticipata non farebbe godere il sottoscrittore del “premio fedeltà 1%-3%”, per questo credo sia ragionevole ipotizzare (come spesso accade anche per i normali BTP) che chi li acquista lo faccia con l’intenzione di tenerli fino alla scadenza.

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