
Nel libro “L’Investitore Consapevole“, uscito la scorsa estate, ho dedicato un paio di pagine a mostrare perché tutti i risparmiatori dovrebbero preoccuparsi dell’inflazione. Lo scrivevo due anni fa, ben prima dell’aumento di questi ultimi giorni.
[qui potete scaricare gratuitamente un estratto del libro che riporta anche l’argomento “inflazione” e spiega la regola del 72, qualora non la conosciate 😉]
Se il picco inflazionistico del mese di gennaio potrebbe rappresentare un’eccezione temporanea/stagionale è importante non fare l’errore opposto, cioè quello di ignorarne gli effetti, considerandolo un “non problema”.
Anche la Lagarde, nell’ultimo meeting BCE, ha mantenuto fermi i tassi ma sull’inflazione ha dichiarato che:
“Con la sorpresa al rialzo che abbiamo visto prima a dicembre e poi a gennaio, posso dirvi che c’era unanime preoccupazione attorno al tavolo del consiglio direttivo sui numeri dell’inflazione… Abbiamo avuto una discussione molto approfondita… Siamo concentrati sulle ultime informazioni che abbiamo, ma anche sull’impatto che avrà sulle nostre prospettive a medio termine”
Ma torniamo a noi…
Lo scorso mese, in occasione dell’epifania e stimolato da una spassosa vignetta, ho proposto una riflessione sull’investimento in oro piuttosto che in azioni americane (link).
Mi sono arrivati una serie di messaggi degli immancabili “difensori dell’oro”.
Premesso che la mia era una semplice osservazione basata sui numeri, tra le considerazioni arrivate ce ne sono sempre un paio che spopolano e che incoronano l’oro come il definitivo:
- bene rifugio. Nella versione semplificata questa tesi dice “se tutto va in rovina… con l’oro ti salvi”. La mia risposta è che se tutto va VERAMENTE in rovina, non voglio avere dei lingotti d’oro ma un orto e del bestiame. Se “non è così tanto in rovina” allora posso tranquillamente superare la crisi che stiamo attraversando restando possessore delle mie amate azioni (e una adeguata pianificazione).
- copertura contro l’inflazione.
Su questa seconda tesi mi sono preso la briga di guardare qualche dato USA del 2021 visto che, dopo anni in cui I N F L A Z I O N E non ci si ricordava nemmeno come si scriveva, negli Stati Uniti già dalla seconda metà dell’anno scorso si sono registrati livelli assai elevati. Livelli che, per darvi un idea, non si vedevano dagli anni ’70.
Risultato?
Nel 2021 il CPI (inflazione USA) è salito del +6,8%, il classico scenario in cui ti immagini il tuo lingotto d’oro al calduccio nella sua cassetta di sicurezza che ti guarda sornione, con l’aria da: “ma tu sei fortunato ad avere me.. vendimi e risolvi tutti i problemi”. 😏
E invece… l’oro nel 2021 ha registrato un -4,2% (SPDR Gold Share Price in USD) 😯
Il paradosso è che le obbligazioni USA (per cui l’inflazione è come la criptonite per Superman) al confronto hanno fatto benone con un (solo) -1,75%. 🤭
Quindi? 🤔
Ognuno, nella sua veste da Re Magio o gestore di portafogli, porti quello che vuole in dote ma… non mi avete convinto. 🤷🏻
Io, al piccolo nato nella grotta di Betlemme (o nel mio portafoglio e quello dei miei clienti) continuo a preferire le partecipazioni azionarie nelle aziende di tutto il mondo.
Ci riaggiorniamo a Pasqua per un’analisi sul prezzo al dettaglio delle uova 😜
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Questa newsletter prende il nome e segue le tracce del libro “L’Investitore Consapevole, le determinanti del successo di un piano di investimenti finanziario” disponibile su Amazon.
